Un progetto
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COMUNICATO STAMPA
TAGLI BOSCHIVI
A rischio gli abeti bianchi nel sud della Toscana
Allarme del WWF, che chiede la protezione delle ultime abetine
A sud-est del cono vulcanico dell’Amiata, tra le provincie di Grosseto e Siena, esistono alcuni nuclei spontanei di abete bianco di grande importanza ecologica. Si tratta del Pigelleto, in comune di Piancastagnaio, dell’abetina del convento della Ss. Trinità, a Selva di S. Fiora, e di una serie di popolamenti più sparsi all’interno e nelle vicinanze del M. Penna, in comune di Castell’Azzara. Tutti questi lembi sono i residui di un’unica grande foresta che in epoche storiche si estendeva per migliaia di ettari. Le abetine del Pigelleto, quella del convento della Selva e quelle del M. Penna sono protette da tre riserve regionali, che ne assicurano una buona protezione. Ma vi sono altri nuclei, sempre nel comune di Castell’Azzara, che invece non rientrano in zone protette, e rientrano solo in parte in siti Natura2000. Questi popolamenti si trovano nelle vicinanze della ex-miniera del Siele, e nella zona di Poggio Paiccione – P. Castagno. Inizialmente era previsto che anche questi territori (ca. 150-200 ha in tutto) fossero inclusi nella riserva di M. Penna, per garantire la naturale continuità tra le riserve di M. Penna e del Pigelleto; invece, all’atto della istituzione della riserva, nel 1996, questi due settori furono esclusi dalla riserva, e solo il territorio adiacente alla miniera del Siele fu dichiarato zona contigua, e poi incluso in un sito Natura2000: Foreste del Siele e del Pigelleto di Piancastagnaio IT5190013.
In tutti e due questi settori si sono avuti dei pesanti tagli di diradamento nell’alto fusto, a partire dal dicembre 2023. Pur se questi tagli non hanno interessato direttamente gli abeti, essi hanno eliminato delle latifoglie, soprattutto cerri, anche di grandi dimensioni (alcuni alberi avevano più di 70 anni di età). L’apertura che si viene a creare nella chioma forestale è tale per cui gli abeti posti nelle vicinanze si trovano così esposti alla luce del sole diretta. L’abete bianco è pianta sciafila, quindi ama l’ombra e soffre la luce diretta: andando in loco è facile vedere come molte piante già mostrino parte delle fronde disseccate. A ciò si aggiunga che negli ultimi anni, anche nelle zone protette vicine, gli abeti mostrano palesi segni di sofferenza e molte sono le piante morte.
Sicuramente questo è dovuto al cambiamento climatico degli ultimi decenni, che facilita, tra l’altro, l’ingresso di parassiti. I tagli boschivi, in un contesto del genere, non possono che peggiorare la situazione, e rapidamente. La perdita di queste popolazioni spontanee di abete bianco sarebbe una grave perdita per la biodiversità della Toscana meridionale: questa è l’unica stazione spontanea di abete lungo il versante tirrenico, a sud dell’Appennino settentrionale. Per trovarne altre, bisogna poi andare molto più a sud (Cilento).
La stessa regione Toscana, nel suo sito web Geoscopio descrive il sito come: “Ecosistemi forestali continui, maturi, e di elevata caratterizzazione ecologica”. E di seguito, nelle misure di gestione, recita: Divieto di qualsiasi utilizzazione forestale per le formazioni ascrivibili all'habitat 9180 (Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion), fatti salvi interventi direttamente connessi e necessari al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti o necessari alla gestione dei siti.
Ci si chiede come queste linee programmatiche possano andare d’accordo con i tagli a puri fini commerciali eseguiti nel sito e nelle immediate vicinanze.
Sarebbe della massima importanza che l’area in questione venga sottoposta ad una tutela effettiva: la soluzione più semplice sarebbe quella di integrarla all’interno della riserva regionale del Monte Penna, sia il settore già compreso nell’area contigua e nella ZSC IT5190013, che quello che ricade sul lato opposto della Strada dell’Abetina (P. Paiccione), che non rientra in alcuna area protetta, ma che contiene altresì formazioni forestali di altissimo valore ecologico, e che confina di nuovo con la riserva del Pigelleto.
La nostra associazione aveva, già nel 2011, proposto l’ampliamento del sito Natura 2000 in questione.
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Documentario e report
BOSCHI TOSCANI: UNA SCOMODA VERITA'
Anteprime del documentario
BOSCHI TOSCANI: UNA SCOMODA VERITA'
5 aprile 2024 a Siena, Auditorium di Chianti Banca, ore 17.00
6 aprile 2024 a Livorno, Museo di Storia Naturale, ore 16.00
15 aprile 2024 a Greve in Chianti, Casa del Popolo del Circolo ARCI, ore 21.00
14 giugno 2024 a Reggello, Biblioteca Comunale, ore 21.00
21 settembre 2024 a Montemurlo, Teatro Sala Banti, ore 16.00
5 ottobre 2024 a Abbadia San Salvatore, Cinema Teatro Amiata, ore 16.30
8 ottobre 2024 a Grosseto, Palazzo della Provincia, ore 17.00
30 novembre 2024 a Firenze, Biblioteca delle Oblate, ore 18.00
23 marzo 2025 a Arcidosso, Centro Sociale R. Corsini, ore 16.00
25 marzo 2025, Colle Val d'Elsa, Teatro del Popolo, ore 17.30
28 marzo 2025, Radda in Chianti, Cinema della Misericordia, ore 21.00
30 marzo 2025 a Sovicille, Centro Culturale La Tinaia, ore 17.00
Con l’occasione della Giornata Internazionale delle Foreste, il Gruppo Foreste del WWF in Toscana ha prodotto un documentario dal titolo “Boschi toscani: una scomoda verità”. Un titolo che evoca una complessità di aspetti che ruotano intorno ai boschi della nostra regione, caratterizzati da grandi potenzialità ma anche da gestioni spesso lesive del valore ecosistemico di questi ambienti, oltre a contraddizioni di portata più ampia, come il ridimensionamento del Corpo Forestale dello Stato o gli incentivi europei alle centrali a biomassa.
Il documentario nasce all’interno del progetto Forests for life Toscana portato avanti dai gruppi territoriali del WWF per mantenere acceso un faro sulla gestione boschiva, fondamentale per la conservazione della biodiversità e degli ambienti naturali.
E’ scientificamente certo che boschi integri e in salute possano essere la risposta concreta a gravi problemi: i cambiamenti climatici, la crisi idrica, fino alla drammatica perdita di specie. Eppure negli ultimi anni stanno crescendo le segnalazioni di cittadini, escursionisti e turisti perplessi e amareggiati di fronte a boschi stravolti da tagli di grande impatto, con l’abbattimento di gran parte della copertura arborea, l’eliminazione di tutto il sottobosco e la conseguente forte scopertura del suolo, veri tagli a raso dove restano in piedi solo pochi “stecchini”: scompaiono sentieri, perfino quelli segnalati del CAI, piccole sorgenti, stagni, vegetazione ripariale e piante monumentali.
Il documentario, al quale abbiamo lavorato per un anno, arricchito di dati, inchieste e interviste, conclude questo quadro con immagini e foto satellitari e giunge al punto: a parte i numerosi illeciti segnalati e sanzionati dai Carabinieri Forestali, l’attuale gestione forestale toscana, quando anche eseguita secondo le regole, è spesso anacronistica, frutto di una legge e di un regolamento forestale regionale ormai inadeguati. Possiamo ancora permetterci di mandare letteralmente in fumo i nostri boschi nelle centrali a biomasse? Le estese tagliate a ceduo semplice, di fatto tagli a raso, hanno ancora senso quando la Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 chiede di fermare il degrado degli ecosistemi e la perdita di specie? Come considerare i nuovi sistemi di contabilizzazione dei Crediti di Carbonio e Crediti per la Biodiversità?
Il documentario espone infine alcune necessarie proposte di modifica alla legge forestale regionale.
Vi aspettiamo!
Intervista su Radio Siena TV del 03/04/2024 per la presentazione del documentario
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Piano Forestale Regionale: lettera alla Regione Toscana
Il Delegato WWF per la Toscana ha inviato all’Assessore all’Agricoltura e Foreste della Regione Toscana Stefania Saccardi e per conoscenza al Presidente Giani e all'Assessore all'Ambiente Monia Monni una lettera con le proposte per le foreste toscane nate dal progetto Forests for Life Toscana
consulta i documenti preliminari del Piano Forestale Regionale
Auditorium del Museo della Biodiversità di Monticiano (SI)
5 novembre 2022
Grazie a tutti i numerosi partecipanti!
A questo link sono disponibili le registrazioni dei singoli interventi
Guarda il video!